
Storia d'uva, di legna e dei soliti piagnoni un po truffaldini.
Protagonista assoluto della gran baruffa è il viticoltore italiano.
Ma non quello sanguigno, lavoratore della terra e gran sacerdote di quel piccolo mistero che sta dietro alla vinificazione.
Il viticoltore di cui parliamo è quello che non si sporca le mani perché per lui la vite è uno strumento. Una chiave per l'accesso ai salotti buoni ed un po snob. Un'etichetta coronata da esibire in TV mentre si tenta di spiegare ad un incredulo spettatore che si! L'uomo sopraffino, nell'assaporare il nettare degli dei, distingue il profumo del mare, l'aroma del gelsomino in fiore e forse anche l'olezzo dell'urina del cane che in luglio ha pisciato in mezzo ai filari.
Sono riusciti a trasformare il buon bere in arte, con tutte le conseguenze del caso.
Una volta si diceva semplicemente : Un buon vino . E nel buono rientrava quel tanto di soggettività che rende personali le scelte e sempre insindacabili le opinioni.
Ora no, la bottiglia contiene un valido prodotto solo se i gran sacerdoti delle poesiole da controetichetta appongono il loro benestare in calce sul pedigree del vitigno. Tagliando fuori qualsiasi contadino intraprendente dal salotto esclusivo dei benedetti da bacco.
L'ultima battaglia ha riguardato la tecnica d'invecchiamento del vino pregiato.
Già gli antichi avevano scoperto che (come qualsiasi solvente ) sia l'acqua che l'alcol del vino interagiscono con il contenitore in cui il liquido è conservato.
I romani per limitare l'alterazione del sapore usavano conservare il vino in contenitori di terra cotta resi impermeabili con particolari accorgimenti .
L'invenzione della botte di legno e la moda regalarono alla bevanda un nuovo aroma, quello dell'essenza con cui veniva fabbricato il contenitore. Così nel tempo i materiali si sono evoluti assieme al gusto dei bevitori.
Oggi il vino è prodotto e conservato in contenitori d'acciaio inossidabile e mantiene in questo modo il suo aroma originale.
Per i più raffinai o per le persona a cui piace, c'è invece la possibilità di conservarlo in botti di legno pregiato e dalle essenze profumate che donano al vino un sapore differente. De gustibus.
Ora, sono 3 li elementi che incidono sul processo che modifica il sapore del vino.
IL TEMPO (sempre tiranno)
IL TIPO DI LEGNO (oramai standardizzato)
LA SUPERFICIE DI CONTATTO. (una grande superice acelera il processo)
Viste queste tre variabili il furbo viticoltore si è inventato le
BOTTI PICOLE. Ed ovviamente gli ha regalato un nome esotico e taumaturgico
LE BARIQUE.

Esse hanno un unico scopo . AUMENTARE LA SUPERFICE DI CONTATTO TRA VINO E LEGNO.
In modo da poter vendere un ottimo vino aromatico senza dover attendere 20 anni che il processo vada avanti.
E per rendere romantico un espediente tecnico si sono inventati tutta una prosopopea ed una liturgia del buon vino snob che oramai pervade ogni buon media che si rispetti.
Ma per quanto possa sembrare irriverente ...............esso resta un espediente tecnico ,
UNA GABOLA.Portando la gabola all'estremo i tecnici si sono inventati la botte che non c'è.
Invece di rimpicciolire ulteriormente i contenitori li hanno frantumati in modo da aumentare a dismisura la superfice di contatto. Essi possono essere ridotti a trucioli e inseriti assieme al vino in un ben piu' pratico, enorme silo d'acciaio.
Cosa cambia?
nulla . E' una soluzione intelligente ad un problema banale.
Ma quì casca l'asino. Se è possibile produrre un vino altamente modaiolo con tecniche poco costose COME POTRANNO I MARCHESI DELLO SLOW FOOD giustificare i mirabolanti prezzi delle loro coronate bottiglie?
Non potranno. Andrebbero in fumo secoli di prese per i fondelli , di salotti esclusivi e di incredibili cerimoniali.
Urge un giudice, uno di quelli amici, di quelli che indagano solo dove gli si dice. Di quelli trinariciuti.
Urge un'autority governativa che vieti assolutamente lo smascheramento del segreto di pulcinella.
Urge Pecoraro Scanio che si straccia le vesti per i poveri, RICCHISSIMI, baroni del vino blasonato. Quelli che poco gli fotte della tassa sul SUV, tanto i fondi arrivano dalla regione e dalla UE .
Per ora, incredibilmente, una parola di giustizia è stata stampata dalla UE stessa. Ma state pur certi che i della valle delle colline senesi torneranno all'attacco per difendere i loro privilegi.
Per adesso il vino stagionato con i trucioli resta quello che è . Ottimo vino prodotto in maniera intelligente.
Ma vedrete che i Verdi ci spiegheranno che si tratta di roba contro natura e che i bambini moriranno di leucemia a causa di questa tecnica.
Riempiranno la TV di comizi pseudo religiosi ed assolderanno qualche piacione per convincerci che se una bottiglia costa meno di 20€ non può' contenere che merda.
Okkio quindi e sappiatelo bene, l'intelligenza è uno strumento del singolo per elevarsi dalle masse .
ELEVATEVI E GRIDATE ..........................FANCULO .............
AI GURU DEL VINO POETICO ED ESCLUSIVO.